> Lo smartpricing
> Split test
> I controlli di Adsense
> Il targeting per sito
FAQ smartpricing

Cosa è lo Smart Pricing e come combatterlo

Cosa è lo SmartPricing?

È un meccanismo software di Adsense che in determinate condizioni abbassa l'importo che ci viene pagato per ciascun clic.

Ci pagano meno? E allora cosa c'è di "ganzo" (Smart)?

Beh, guardiamo la cosa dal punto di vista degli inserzionisti. Noi guadagniamo meno perché loro spendono meno, e dal loro punto di vista la cosa può essere davvero "Smart".

Perché è stato introdotto lo Smart Pricing?

Gli inserzionisti usano il sistema adwords per comperare clic verso i loro siti.

Originariamente questo avveniva solo sulle pagine di Google stessa: un inserzionista pagava perché il suo annuncio comparisse nei risultati di ricerca per una determinata keyword: in generale, specificavano un costo per clic (CPC) massimo che erano disposti a pagare per ogni keyword, e il sistema adwords - facendo una specie di asta tra i vari inserzionisti - decideva chi offriva di più e di conseguenza chi veniva visualizzato più in alto.

Nel 2003 fu lanciato il servizio Adsense, che permetteva la stessa operazione anche su pagine di altri siti esterni a Google che aderissero al circuito (i cosiddetti siti partner). Questi siti esterni rischiavano però di fornire agli inserzionisti un traffico di qualità inferiore, cioè un traffico meno propenso a convertirsi e acquisti.

Ecco perché ad aprile 2004 fu introdotto il concetto di "prezzo intelligente" (SmartPricing) per garantire in una qualche misura gli inserzionisti.in sostanza, Google prometteva agli inserzionisti che avrebbe tenuto conto della differente qualità dei clic provenienti dai siti esterni e avrebbe ridotto di conseguenza l'importo pagato dagli inserzionisti: per la stessa keyword l'inserzionista avrebbe pagato a prezzo pieno solo sui clip provenienti dai siti di Google stessa; i siti partner avrebbero avuto dei costi di volta in volta diversi a seconda della qualità del traffico che producevano.

Come faccio a sapere se e quanto sono colpito dallo SmartPricing?

Tutti i publisher sono soggetti allo smartpricing; alcuni hanno semplicemente un coefficiente più alto, altri hanno un coefficiente più basso. Non c'è modo di conoscere a priori il proprio coefficiente di smartpricing, vedrete lo smartpricing solo come un cambiamento apparentemente ingiustificato dei vostri guadagni. Ad esempio, vi troverete ad avere un numero costante di impression e di clic ma ricavi sostanzialmente inferiori: questo è lo SmartPricing al lavoro.

Come fa a Google ad assegnare il livello di smartpricing?

Si possono solamente fare illazioni. questo è quello che Google diceva nel centro assistenza Adwords al momento dell'introduzione di questo nuovo meccanismo (aprile 2004):
Noi analizziamo continuamente i dati relativi alla nostra rete pubblicitaria, e se i nostri dati mostrano che un clic ha poche probabilità di trasformarsi in risultati per la vostra attività (ad es.: vendite online, registrazioni, contatti telefonici, adesioni a newsletter), possiamo ridurre il prezzo che pagate per quel clic.
Potreste notare una riduzione del costo dei clic provenienti da siti di contenuto. Teniamo in considerazione molteplici fattori, come quali parole chiave o concetti hanno fatto comparire l’annuncio, Noi analizziamo continuamente i dati relativi alla nostra rete pubblicitaria, e se i nostri dati mostrano che un clic ha poche probabilità di trasformarsi in risultati per la vostra così come il tipo di sito sul quale l'anuncio è apparso.
Ad esempio, un clic su un annuncio per fotocamere digitali su una pagina web che tratta di consigli sulla fotografia, può valere meno di un clic sullo stesso annuncio posto accanto a una recensione di fotocamere digitali.
Letto superficialmente, sembrerebbe che Google dicesse di avere delle capacità quasi divinatorie.

Analizzare le conversioni che risultano in "contatti telefonici" ... ma come fanno? il cliente chiama l'inserzionista e l'inserzionista chiede, "scusi, su che sito era quando ha visto il mio annuncio? Aspetti che segnalo a Google che quel sito converte bene"...

La stessa analisi delle conversioni (conversion tracking), che sarebbe l'unico modo esatto di avere un'informazione sulla qualità del traffico, viene fatta da un numero così esiguo di advertisers che questo campione non può essere significativo.

Però, rileggiamo la frase "Ad esempio, un clic su un annuncio per fotocamere digitali su una pagina web che tratta di consigli sulla fotografia, può valere meno di un clic sullo stesso annuncio posto accanto a una recensione di fotocamere digitali." Questo è quello che vorrebbero fare, e la cosa sarebbe sensata: l'utente che legge recensioni di macchine fotografiche vale certamente più di chi cerca consigli sulla fotografia, dato che quest'ultimo ha già la macchina fotografica. Oppure, pensiamo agli annunci relativi a macchine fotografiche che appaiono in siti del tipo "fotografie buffe", è evidente che quelli sono click che valgono veramente poco!

Come funziona in dettaglio?

Anche qui, nessuno lo sa con sicurezza.

Ci sono certamente molti fattori in gioco. Certamente, i pochi inserzionisti che usano l'analisi delle conversioni danno informazioni utili che possono essere estrapolate a tutti gli altri inserzionisti.

Una caratteristica facile da misurare potrebbe essere il tasso di rimbalzo: se il mio sito manda un visitatore all'inserzionista e questo visitatore torna subito indietro, se ne può dedurre che il clic non è stato utile.

Se un altro sito manda un visitatore allo stesso inserzionista, e il visitatore non torna più indietro, questo può essere preso come un indizio positivo indipendentemente dall'analisi delle conversioni.

Un altro fattore che spesso viene legato allo smartpricing è il CTR stesso. La logica sarebbe questa: se sul mio sito 1000 persone vedono gli annunci ma solo una persona ci clicca, questo vuol dire che i miei visitatori sono poco interessati all'argomento presentato dagli annunci e posso estrapolare che anche quella singola persona che ha cliccato sia in realtà meno interessata, e quindi devo essere penalizzato dallo smartpricing.

Attenzione: in base a questo ragionamento, la maggior parte dei Web master toglie Adsense dalle pagine con un CTR basso. Credo che questo sia un grave errore. In uno dei suoi rari momenti di chiarezza il blog di Adsense esclude esplicitamente questo collegamento, anzi fa intravedere quasi un collegamento opposto (CTR basso = conversioni numerose).

Traduco da quella pagina la parte essenziale:

Il CTR non influisce sul ROI (ritorno sugli investimenti) degli inserzionisti. Per un inserzionista, la percentuale di clic che convertono è il fattore più importante nel determinare il ritorno sugli investimenti.
Di conseguenza avere un CTR basso e un tasso di conversione alto è non solo possibile, ma addirittura comune.
È anche possibile avere un CTR alto e un tasso di conversione a basso. Non togliete gli annunci Adsense dal vostro sito solo perché ha un CTR basso: potrebbe essere uno dei vostri siti che convertono meglio.

Nell'articolo in cui si annunciava lo Smartpricing cui rimandavo prima si elenca tra i fattori che influenzano lo smartpricing "il tipo di sito sul quale l'anuncio (sic!) è apparso".

Secondo me questa è una cosa estremamente interessante ma che non ho mai visto analizzare: Google non dice quasi niente a caso, e se hanno usato questa frase questo vuol dire qualcosa.

Personalmente, immagino che Google abbia creato una "griglia" di tipi di sito. In base a caratteristiche interne ed esterne al sito stesso Google potrebbe effettuare una qualche classificazione automatica dei siti: siti di riferimento, siti di notizie, siti con contenuti generati dagli utenti siti di tutorial, siti di recensioni ecc.

Probabilmente, il fatto che un sito rientri a una o all'altra categoria influenza lo smartpricing.

Secondo me qui ci sarebbe molto da sperimentare. Ad esempio, i forum sono quasi sempre colpiti dallo smartpricing in maniera drammatica. Se noi cominciassimo a fare dei forum che non sembrano forum questo potrebbe aiutarci?

Infine, un fattore che potrebbe essere in gioco è un semplice fattore "inerziale" che si "oppone" al fatto che i nostri guadagni aumentino troppo.

Ho sentito decine di persone dirmi che questo non è vero, ma nessuno me lo toglie dalla testa!

Un esempio pratico: su un sito piuttosto grosso e molto statico (quindi con meno fattori variabili), se guardo a tutto il 2006, e scelgo i 10 giorni con il più alto numero di impression (dove potenzialmente avrei potuto guadagnare di più), in questi 10 giorni trovo i 5 giorni con l'eCPM più basso (quelli dove lo smart pricing ha colpito più duramente).

Come se "lassù" qualcuno avesse detto: "Ehi, ma quanto guadagna oggi questo qui? Limitiamolo!"

La grande manopola

A volte nei forum si incontrano ondate di post del tipo “d’improvviso guadagno meno”.

L’impressione che si ha è che ci siano dei trend globali nei guadagni, e si discute se esista o meno una specie di “grande manopola” che Larry Page in persona gira per peggiorare lo smartpricing di tutti i publisher quando vuole raggranellare qualche dollaro extra per pagare le tredicesime.

Certo, è una discussione accademica e senza alcuna informazione effettiva, ma è anche vero che ci colpisce nel vivo.

La mia impressione è che innanzi tutto ci sia un fenomeno psicologico: come in molti casi, chi peggiora si lamenta e va sui forum, chi migliora è contento e va a spassarsela….

Poi, esiste certamente una “manopola” del genere, ma non si tratta di smartpricing: si tratta della manopola che regola la percentuale (arbitraria e sconosciuta) che Google ci dà sul costo del clic.

Sappiamo ad esempio che i grandi publisher sono trattati meglio dei piccoli, ma è ovvio che da qualche parte in questa formula esiste una moltiplicazione finale per un coefficiente che permette di regolare i guadagni di Google:

[guadagno publisher] = [costo inserzionista] * [fattori specifici del publisher] * [fattore globale di regolazione]

Da un certo punto di vista questo “fattore globale di regolazione” si comporta come una grande manopola, ma per definizione non è smartpricing, visto che lo smartpricing influisce a monte della formula, abbassando il costo per l’inserzionista.

Un po’ come se nella formula sopra citata io avessi un passaggio precedente:

[costo inserzionista] = [costo stabilito in base ai bid] * [fattore smartpricing]

Ma è possibile risalire dopo essere stati colpiti dallo smart pricing?

A volte sì.

Lo smartpricing è un algoritmo molto complesso ma certamente empirico basato su una serie di caratteristiche del tuo traffico e del tuo sito.

Prova a cambiare queste caratteristiche!

Prima di tutto, si discute se lo smartpricing sia un fattore calcolato a livello di pagina, di sito o di account.

Io personalmente credo che lo smartpricing sia un fattore unico calcolato su tutto l'account.

La conseguenza importante di questo fatto sarebbe che un sito che converte male può peggiorare il livello di smartpricing su tutto il vostro account.

Su questo abbiamo quasi una conferma esplicita su webmasterworld.com. In quel thread un grosso publisher racconta che, dopo aver lasciato Adsense per YPN, è stato chiamato da un rappresentante di Google, che nel tentativo di recuperarlo, ha dato alcune informazioni in più sul meccanismo. Orendiamo per quello che valgono (voci di corridoio riportate di seconda persona) ma è quello che abbiamo!

Sempre da quell'articolo, si conferma un dato che era già stato estrapolato: lo smartpricing viene aggiornato settimanalmente. Se fai oggi un cambiamento, non sperare di vedere i risultati domani.

Inoltre, i cookie usati per l'analisi delle conversioni durano 30 giorni, questo vuol dire che ci possono essere "strascichi" anche più lunghi di una settimana.

Insomma, se vuoi recuperare dopo essere stato colpito dallo smartpricing il mio consiglio (per quello che vale) è: immagina di fare un programma che cerchi di valutare la "qualità" del tuo sito.

Immagina che questo programma sbagli (come certamente sbaglia anche lo smartpricing).

Cerca di capire come può sbagliare nel tuo caso e cerca di "farlo sbagliare dall'altra parte".

Poi fai delle prove. (ricorda che lo smartpricing varia su base settimanale, quindi per avere i risultati di una prova aspetta almeno un decina di giorni)
  • Togli adsense da pagine "di qualità inferiore". Vedi se va meglio.
  • Se hai più siti, prova a togliere un sito alla volta. Vedi se va meglio.
  • Se hai più siti, prova a lasciare un solo sito alla volta. Vedi se va meglio.
  • Lascia Adsense solo sulla home, o solo sulle N pagine che rendono meglio. Vedi se va meglio....
  • Togli Adsense dalle pagine dove usi le parole gratis, gratuito, free. Vedi se va meglio....
  • Togli Adsense dalle pagine dove regolarmente hai annunci del piffero (come i famosi "Buy new and used dead popes at eBay"). Vedi se va meglio....
  • Togli Adsense dalle pagine di un determinato tipo (news / RSS / Directory). Vedi se va meglio....
  • Se nel tuo sito hai un forum, togli Adsense dal forum. Vedi se va meglio....
Alcune di queste prove possono essere piuttosto dolorose da fare, dato che consistono nel togliere gli annunci da buona parte delle tue pagine; è vero d'altra parte che se lo smartpricing ti avrà colpito davvero duramente sarai così disperato che togliere gli annunci non si sembrerà poi un gran sacrificio.
News e informazioni:

Gennaio 2007
Lancio della versione alpha di SuperSense.it

Gennaio 2007
Abbonati alla nostra newsletter: sarai informato quando aggiungeremo pagine al sito.

Febbraio 2007
Stiamo preparando il corso Guadagnare di pił con Adsense. Sarą un corso mirato a chi ha gią un sito Adsense, e vuole ottimizzare i rendimenti. Se vuoi essere avvisato quando il corso sarą pronto, abbonati alla newsletter!